NUOVE INCISIONI, DVD



CD
Nuova Orchestra Ferruccio Busoni - Massimo Belli - Laura Marzadori
Interpreti: Nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni, Massimo Belli, Laura Marzadori
Compositori: Vitali, Grieg, Saint-Saëns, Sibelius, Viozzi, Sofianopulo, Busoni
ISBN 8054117482565, Movimento Classical 2026

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Descrizione: CD Realizzato con il contributo del CIDIM 

DA SESSANT’ANNI IN VIAGGIO CON FERRUCCIO BUSONI Un CD speciale per una delle più longeve formazioni orchestrali d’Europa Scriveva ventitré anni fa Giampaolo de Ferra sull’enciclopedia einaudiana Storia d’Italia che “L’identità culturale di Trieste si ricostruisce nella sintesi delle sue contraddizioni”. Sullo sfondo di questa stessa sintesi e di questo stesso scenario muove giusti sessant’anni or sono - l’attività della “Nuova Orchestra Ferruccio Busoni”, una delle più longeve formazioni non solo italiane insieme al glorioso Trio di Trieste. Una formazione simbolo di quel fervente associativismo che ha caratterizzato tra otto e novecento la vita musicale nella Trieste di Svevo. Dove, accanto alla formazione maggiore del Teatro Grande (poi Comunale G. Verdi) tanta forza radiante hanno avuto -perdurando fino al secondo dopoguerra le scuole famigliari di alta professionalità ed i cenacoli di un dilettantismo colto e raffinato. E dove forte in particolare era il fascino delle quattro corde: dal violino di Zeno, di casa Veneziani e Wieselberger agli “argentei suoni” vagheggiati da Umberto Saba. E’ questa, ancora nel 1965, l’atmosfera che respira la formazione fondata da Aldo Belli ed ora guidata con continuità operativa dal figlio Massimo. Oggi dunque l’orchestra, nata come formazione da camera e attualmente a organico variabile in grado di abbracciare un vasto repertorio sinfonico, può celebrare con soddisfazione le nozze di diamante con la musica festeggiando l’evento con una prestigiosa registrazione sostenuta dal Comune di Trieste, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Ministero della Cultura, dalle Fondazioni Casali ETS. Si tratta della registrazione live di un concerto straordinario che si è tenuto a Trieste (Sala Victor De Sabata – Ridotto del Teatro Verdi) giovedì 29 maggio e poi replicato domenica primo giugno 2025 a Milano (Palazzo Morando) in occasione della presentazione delle eccellenze culturali della regione Friuli Venezia Giulia. Il progetto FVG/MILANO – CONFINI (in cui s’inserisce il concerto) è la manifestazione svolta nel capoluogo lombardo nei mesi di maggio e giugno e propone una mostra di opere scelte tra le più significative di artisti regione Friuli Venezia Giulia. In quest’ottica il programma dell’Orchestra Ferruccio Busoni si configura liberamente lungo l’itinerario prescelto ed esposto a Palazzo Morando. Hanno fatto infatti da sfondo alla musica capolavori di grandi firme dell’arte nelle nostre terre: opere che ben rappresentano la relazione di un artista con il “confine”. Dall’esplosione dinamica futurista (Crali, Spazzapan), al lirismo poetico tra rappresentazione e forme (Music, Afro), dalla reinterpretazione classica (Mascherini) alla coesione di materia e concetto (Zigaina) fino alla traduzione simbolica (Grom, Spacal). Autori importanti in una volutamente limitata selezione atta a documentare la ricchezza e la molteplicità stilistica del Novecento nel Friuli Venezia Giulia. Sul versante musicale disegnato da Massimo Belli tra l’ultima stagione romantica e il Novecento si incrociano liberamente sia le suggestioni sia le radici, gli snodi, le sottili correlazioni riconoscibili nei musicisti che di queste terre hanno avvertito e alimentato gli inquieti e compositi umori culturali: lo sguardo lieto di Ferruccio Busoni di madre e formazione triestine (il pioniere geniale che dà il nome all’orchestra), la creatività impetuosa di Giulio Viozzi, la spiritualità e la sensibilità profonda di Marco Sofianopulo, e persino la “mano” delicata e inedita di Renato e Daniele Zanettovich (padre e figlio) nella rivisitazione della pagina, che l’orchestra ha scelto quasi come “sigla” e incipit del concerto. Dopo la Ciaccona attribuita a Vitali (reinvenzione di un classicismo che affiora anche in talune opere di Mascherini), le due Melodie elegiache per archi di Eduard Grieg sono state scelte pensando a quel presago sentimento dimenticato cui aspirava (in “Indicazioni sulla mia pittura”) il friulano Afro Basaldella. Il nostalgico e crepitante virtuosismo della Introduzione e Rondò capriccioso per violino e orchestra di Camille Saint-Sa ns ben si accosta alla variegata tavolozza nella pittura murale di Luigi Spazzapan, mentre i Quattro momenti per archi di Giulio Viozzi (musicista “di confine” e di contaminazione culturale tra la generazione italiana dell’ottanta e il mondo di Bartó k) possono condividere le accensioni di un’opera come Carnevale di Bogdan Grom. Difficile non associare la melodia ebraica di Sofianopulo (Ningun di solitudine e abbandono) alla lancinante esperienza umana sofferta e tradotta in arte da Music e Spacal. Infine il Futurismo di Spazzapan e Crali, nel segno del Busoni di cui Umberto Boccioni ci consegna un memorabile ritratto del 1916. L’alone musicale scelto a chiudere il programma è quello dei Canti popolari finlandesi op. 27 per pianoforte a quattro mani, elaborati da Marco Sofianopulo e dedicati proprio all’Orchestra quale omaggio al compositore che nella città adriatica aveva mosso i primi passi, offrendo le prime prove di un talento pianistico leggendario. Del Futurismo Busoni era grande ammiratore, tanto da acquistare proprio in quel torno d’anni il famoso quadro di Boccioni La città che sale. Ma nel duplice concerto e registrazione del sessantennale spicca un ulteriore condivisione tra Trieste e Milano ed un ulteriore elemento di richiamo grazie alla partecipazione straordinaria, in veste di solista, della violinista Laura Marzadori. Primo violino di spalla dell’Orchestra della Scala e artista di affascinate talento, Laura Marzadori è oggi personalità molto nota anche per le sue eleganti escursioni televisive nella musica pop e sul web. Con l’Orchestra di Massimo Belli è già stata protagonista varie volte in ë passato di serate nel corso delle quali sono stati anche eseguiti concerti inediti di Giuseppe Tartini, registrati pure in CD in edizioni molto apprezzate dalla critica.

Elenco brani:
1. Tomaso Antonio Vitali (1663 – 1750): Ciaccona per violino e archi (revisione e orchestrazione di Renato e Daniele Zanettovich) 2. Edvard Grieg(1843 – 1907): Due Melodie Elegiache per archi Cuore Infranto - L’ultima Primavera 3. Camille Saint-Saëns (1835 - 1921): Introduction et Rondò capriccioso in la minore per violino e. orchestra, op. 28 4. Jean Sibelius (1865 – 1957): Andante Festivo 5. Giulio Viozzi (1912 - 1984): Quattro momenti per archi Vivo e nervoso – Teso e vibrato – Calmo e misterioso – Agile e balzante 6. Marco Sofianopulo (1952 - 2014): Nigun di solitudine e abbandono per violino e archi 7. Ferruccio Busoni (1866 - 1924): Canti popolari finlandesi op. 27 Andante molto espressivo – Allegretto moderato (Alla marcia) Andantino – Vivace.  Versione per orchestra d’archi di Marco Sofianopulo dedicati alla Nuova Orchestra “F. Busoni” di Massimo Belli


Durata: 61.45


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