FESTIVAL E STAGIONI CONCERTISTICHE IN ITALIA


Festival
54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea - La Biennale di Venezia - Don Giovanni e l'uom di sasso

Don Giovanni e l'uom di sasso: con questo titolo Luca Francesconi propone per il terzo anno la direzione del festival di musica contemporanea de La Biennale di Venezia: 27 prime assolute (di cui 18 commissionate dalla Biennale), 15 novità per l’Italia, 77 compositori, 31 appuntamenti tra concerti, installazioni, performance audio-visuali, musica corale ma anche laboratori, giornate di studi, incontri distribuiti nell’arco di 10 giorni di programmazione.
In linea di continuità con l’impegno che la Biennale di Venezia rivolge alle giovani generazioni, il Festival di Musica – osserva il Presidente Paolo Baratta – accanto a formazioni di prestigio si fa palcoscenico di ensemble professionali giovani e giovanissimi, come MDI, le due formazioni di soli fiati e di sole percussioni dell’Accademia di Musica di Malmö e L’arsenale, al quale ha riproposto alcuni dei pezzi più importanti della sua storia, Quando stanno morendo. Diario polacco n. 2 di Luigi Nono, presentato alla Biennale Musica nell’82. Ed è sempre in questo senso che il Festival promuove occasioni per scoprire e favorire il talento delle nuove generazioni e ha invitato anche allievi artisti e musicisti - del Conservatorio Benedetto Marcello e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia – a misurare la propria competenza e stimolare la propria originalità creativa a contatto con la scena professionale di compositori, cantanti, coristi, strumentisti, attori, scenografi e registi, tutti coinvolti nella realizzazione dell’opera inaugurale, Don Giovanni a Venezia.
Con il titolo Don Giovanni e l’uom di sasso, il Festival intende richiamarsi non soltanto alla celebre opera mozartiana, ma ad uno dei miti centrali della cultura occidentale, il mito del Don Giovanni: nel conflitto tra la finitudine umana e il suo anelito all’eternità, tra il corpo e l’anima, si riverbera il rapporto tra l’immortalità dell’opera d’arte e il respiro inesorabile del tempo, tra la scrittura e l’oralità, tra tradizione e modernità: temi che attraversano il Festival e che trovano la loro sintesi nel Don Giovanni a Venezia. Programmato in apertura, il 23 settembre a Palazzo Pisani, si tratta di un’opera-installazione totalmente nuova nella concezione di Luca Francesconi: una pluralità di eventi – musicali, scenici, teatrali, visivi – è dislocata nei cortili, nelle logge e nelle sale dell’antico edificio veneziano e si “accende” ciclicamente, scardinando le nostre abitudini percettive di spazio e tempo. La trama squisitamente musicale, basata su incroci tra epoche diverse, è costituita da tre scene chiave dell’originale mozartiano - il duello iniziale, la seduzione di Zerlina, la morte di Don Giovanni – cui fanno da contrappunto 8 nuovi brani originali ispirati al tema, commissionati dalla Biennale a Martina Tomner, Pierre Jodlowski, Federico Troncatti, Gabriella Zen, Marcello Filotei, Michele Tadini e dal Conservatorio Benedetto Marcello a Marco Marinoni e Francesco Zorzini. A tessere le fila di questa particolarissima messa in scena sarà il regista Francesco Micheli, mentre la drammaturgia musicale sarà curata da Michele Tadini, che governerà anche l’intera operazione da una regia audio e video centralizzata, resa possibile dalla completa cablatura del Conservatorio. Una macchina scenica complessa e una sfida creativa e produttiva insieme, quella di Don Giovanni a Venezia, che muove oltre 130 masse artistiche e tecniche, e resa possibile dall’impegno congiunto di quattro istituzioni veneziane: al progetto della Biennale Musica partecipano infatti il Conservatorio Benedetto Marcello, il Teatro La Fenice, l’Accademia di Belle Arti.
Accanto a quest’opera sperimentale che sfida le nostre abitudini percettive, Luca Francesconi ha disseminato all’interno del Festival altri “episodi” pensati per stimolare il pubblico ad una fruizione diversa della musica. I tre atti unici di Matteo Franceschini (Il gridario), César Camarero (En la medida de las cosas) e Hannes Seidl- Daniel Kötter (Freizetspektakel) rapprersentano tre scritture sperimentali in cui l’aspetto visivo entra in gioco, in maniera diversa, come elemento drammaturgico e sono proposte da Francesconi in sequenza nella medesima serata, suggerendo un confronto diretto (24 settembre, Teatro Piccolo Arsenale). Commissionate dalla Biennale di Venezia, Musicadhoy di Madrid e Musik der Jahrhunderte di Stoccarda nell’ambito del progetto ENPARTS (European Network of Performing Arts), le tre opere da camera debutteranno in prima mondiale a Venezia.
Sulla stessa lunghezza d’onda è pensato anche Extempore (26 settembre, Teatro alle Tese), che affianca nella stessa serata tre concerti che profilano tre modi diversi di “scrivere” musica: l’improvvisazione radicale con Evan Parker e il suo ensemble; l’interpretazione, rappresentata dal pianismo di Ciro Longobardi; e l’alea, con 5 compositori diversi impegnati nella riscrittura di un pezzo esemplare, Serenata per un satellite di Bruno Maderna.
Su questo versante si colloca infine la serata conclusiva, Exit (2 ottobre, Teatro alle Tese), alla sua terza edizione: una formula ideata da Luca Francesconi che di volta in volta viene adattata a contenuti diversi, ma sempre con l’idea di affiancare una pluralità di musiche che avvicini pubblici diversi. L’esperimento nuovo che intende mettere in campo quest’anno Francesconi è quello della simultaneità degli eventi. L’idea è di creare uno spazio al Teatro alle Tese che sia metafora della navigazione web, che offra cioè simultaneamente le diverse opzioni di fruizione musicale. Un singolare omaggio a Bruno Maderna e uno a Franco Donatoni percorrono l’intero Festival e si caratterizzano per mettere in gioco nuove scritture: Vittorio Montalti, Filippo Del Corno, Federico Troncatti, David Lang e Yan Maresz sono stati chiamati dalla Biennale a scrivere 5 pezzi originali ispirati alla maderniana Serenata per un satellie; mentre Paolo Aralla, Sandro Gorli, Arturo Fuentes, Yoichi Sugiyama, Luca Cori e Giorgio Magnanensi, allievi e amici di Donatoni, presentano novità assolute che rievocano la lezione del Maestro veronese. All’interno dello stesso concerto si offre anche un florilegio di opere per ensemble da camera di Donatoni – Lumen, Elly, Ronda, Rima, Bok e Arpège (28 settembre, Teatro Piccolo Arsenale). Il concerto dell’Orchestra dell’Arena di Verona celebra, infine, i due compositori con l’esecuzione dell’ultima opera di Maderna, il Concerto n. 3 e due opere di Donatoni, In cauda II e Hot (1 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale).

Leone d’oro alla carriera, Wolfgang Rihm è un altro compositore al centro delle celebrazioni del Festival: autore di una musica “sempre radicata nella materia del suono, nella forza ritmica e armonica, con una lucida organizzazione formale”, di Rihm verranno presentati, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (30 settembre, Teatro Malibran), opere salienti del suo percorso artistico: Schwebende Begegnung, Diptychon e Schwarzer und roter Tanz. Insieme alle grandi orchestre, protagoniste del Festival, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Mitteleuropa Orchestra, molti sono gli ensemble nazionali e internazionali presenti, da sempre dinamici interpreti di tanta musica contemporanea: Intercontemporain, MDI, Resonanz con Schlagquartett Köln, gli Ensemble di percussioni e di fiati dell’Accaddemia di Musica di Malmö, L’arsenale, i quartetti Arditti e del Teatro La Fenice, e poi l’ensemble vocale dei Neue Vocalsolisten Stuttgart, Accentus/Axe 21 e il Coro della Radio Nazionale Lettone. Campioni della musica contemporanea, l’Intercontemporain impagina un programma con Laborintus II di Luciano Berio e il trittico di Fausto Romitelli, Professor Bad Trip; mentre il Quartetto Arditti presenta pagine di Wolfgang Rihm, Daniele Bravi, Stefano Bulfon, Michele Dall’Ongaro. Infine, due concerti per pianoforte solo con due fuoriclasse come Ciro Longobardi e Jan Michiels. È attraverso la collaborazione con le orchestre e gli ensemble del territorio del Veneto, con le istituzioni come il Teatro La Fenice, il Conservatorio Benedetto Marcello, l’Accademia di Belle Arti, l’Archivio Luigi Nono, la Fondazione G. Cini, l’Università Ca’ Foscari che La Biennale di Venezia si impegna a valorizzare le risorse del territorio per proiettarle in progetti di respiro internazionale. In questa prospettiva si colloca l’intervento della Regione del Veneto a sostegno dei programmi dei settori dello spettacolo dal vivo de La Biennale di Venezia. Come ogni anno, Rai Radio 3 porterà la Biennale Musica oltre Venezia, a fasce più numerose di pubblico e di appassionati, raccontando, in diretta o in differita, i momenti salienti del 54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Anche quest'anno il Festival ha il sostegno della Regione del Veneto e si svolge in collaborazione con Rai Radio 3e la Fondazione Teatro La Fenice.



23 settembre 2010 - 02 ottobre 2010
Venezia - Italia
Dati ente organizzatore
INDIRIZZO: Ca' Giustinian, San Marco 1364 - 30124 - Venezia - ITALIA
TELEFONO: +39 041 5218898
FAX: +39 041 5218843
ALLEGATI:
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