RASSEGNA STAMPA MUSICALE



Comunicato stampa: Clémence de Grandval, una nobile all’avanguardia, al Palazzetto Bru Zane dal 3 al 29 ottobre a Venezia
Nata in un ambiente privilegiato, Clémence de Grandval (1828-1907) dovette tuttavia lottare per imporre il proprio nome nel panorama musicale francese. Sembra giunto il momento di restituire alle sue opere il posto che meritano: a lei il Palazzetto Bru Zane dedica un intero festival. Gli studi condotti negli ultimi decenni sulle compositrici dell’Ottocento hanno ampiamente documentato il contesto ostile in cui esse operavano. Generalmente costrette a limitarsi a generi intimisti o all’ambito pedagogico, furono escluse dalle formazioni più prestigiose. I teatri lirici le accolsero solo eccezionalmente e le società dei concerti sinfonici spesso le ignoravano. Sfidando tutti questi ostacoli, la viscontessa de Grandval dovette far fronte anche ai vincoli legati alla sua posizione sociale: in quanto aristocratica, non poteva aspirare allo status di musicista professionista, il che, in pratica, la relegava tra i dilettanti. Come farsi prendere sul serio, allora? Impegnandosi con la massima ambizione in tutti gli ambiti della sua arte. Questo festival valorizza la musica da camera della compositrice e dei suoi contemporanei, nel contesto dell’avanguardia che caratterizza la fine del secolo romantico. La presentazione-concerto del festival, in programma giovedì 17 settembre, offre un primo assaggio del repertorio al centro del cartellone, con un recital di mélodies interpretate dal mezzosoprano Coline Dutilleul e da Aurelia Vişovan al pianoforte. Un’introduzione poetica all’universo musicale, ricco e sfaccettato, della compositrice. Il concerto inaugurale, sabato 3 ottobre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia, prosegue l’esplorazione del repertorio vocale con arie ed ensemble tratti, nella prima parte, dalle opere di Grandval e, nella seconda, da lavori di alcuni suoi contemporanei: Massenet, Bizet, Hüe, Gounod e Joncières. A interpretarli sarà un quartetto vocale formato da Hélène Carpentier, Marie-Andrée Bouchard-Lesieur, Julien Dran e Jérôme Boutillier, con Emmanuel Christien al pianoforte. Il programma testimonia il confronto di Grandval con l’opera, allora considerata la regina delle forme musicali. L’indomani, domenica 4 ottobre, saranno protagonisti l’oboe e il corno inglese di Ilyes Boufadden e il fagotto di Lola Descours, accompagnati al pianoforte da Théo Fouchenneret. Clémence de Grandval dedicò numerose composizioni a questa famiglia di strumenti a fiato, appartenenti alla famiglia delle “ance doppie”. Il festival prosegue giovedì 8 ottobre con il Trio Pantoum, impegnato nei trii con pianoforte di Grandval e Saint-Saëns, sotto la cui guida la compositrice completò la propria formazione musicale. I due rimasero legati fino alla morte di Clémence, come testimonia la loro ampia corrispondenza, ricca di consigli e manifestazioni di reciproco sostegno. Giovedì 15 ottobre tornano le mélodies di Grandval, accostate ad alcune composizioni del suo amico Saint-Saëns, a lei dedicate o da lei interpretate. Il programma sarà affidato al soprano Clémence Tilquin e a Emmanuel Olivier al pianoforte. La mélodie, forma emblematica dell’avanguardista Société nationale de musique, fondata nel 1871, pone il linguaggio musicale al servizio dell’espressività del testo poetico. Martedì 20 ottobre, Alexandre Gattet all’oboe, Héloïse Luzzati al violoncello e Tanguy de Williencourt al pianoforte accostano Grandval a Diémer e Boisdeffre, esplorando un’estetica ispirata all’Ancien Régime, epoca in cui gli strumenti ad ancia doppia svolgevano un ruolo di primo piano nella musica all’aperto e nelle danze. Giovedì 22 ottobre, Giovanni Bietti terrà la conferenza Tra salotto e sala da concerto. Le opere e la biografia di Clémence de Grandval offriranno l’occasione per osservare il contesto e le pratiche musicali dell’epoca da una prospettiva insolita, mettendo in luce lo spazio che una compositrice poteva conquistarsi in quell’ambiente e il pubblico al quale si rivolgeva la sua musica. Martedì 27 ottobre, il flauto sarà protagonista con Iris Daverio, accompagnata al pianoforte da Jean-Paul Gasparian. In epoca romantica, per una donna suonare uno strumento che richiedeva l’uso delle labbra era ritenuto sconveniente; per questo, nei conservatori francesi le classi di flauto erano riservate agli uomini. Ciononostante, molte compositrici scrissero per questo strumento, come dimostrano i brani in programma, tutti firmati da donne. Il festival si conclude giovedì 29 ottobre con il concerto della violinista Raphaëlle Moreau e del pianista David Kadouch, che accosta Clémence de Grandval a Reynaldo Hahn. Entrambi costruirono parte della propria fama frequentando, in momenti diversi dell’Ottocento, i salotti parigini dell’alta società.