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#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Lorenzo Albanese
1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale? È ormai dal 29 di febbraio che sono in quarantena, dopo aver finito l’ultimo esame di fisarmonica in Conservatorio. Dopo qualche giorno di riposo mi sono subito dedicato al programma di Laurea del triennio per leggere nuovi bravi per un nuovo repertorio. 2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming? Non ancora, ma ho preferito caricare alcuni miei video dei vari concerti del 2019 su YouTube e sui social come Instagram e prossimamente Facebook. 3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato? A mio avviso qualcosa cambierà. Non si sa se questo cambiamento sarà Positivo o meno, se si presterà meno attenzione ai concerti dal vivo a causa della paura di contaminazione o forse sarà tutto il contrario che finalmente dopo un periodo del genere, la popolazione capisce l’importanza della musica nel mondo prestando molta più attenzione e partecipazione. 4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia? Conoscendo la mia giovane età forse sarà un po’ troppo presto che io parli dei “Giovani” l’unica cosa che mi sento dire rivolgendomi a tutti i musicisti di qualsiasi età e genere musicale è quella di FARE DAL CORONA VIRUS UN’OPERA D’ARTE. 5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti? Quest’anno, festeggiare il Capodanno per un anno migliore è stato un gesto a dir poco inutile, quindi spero che quando la Pandemia abbia deciso di fermarsi, le varie associazioni concertistiche si attivino per organizzare dei concerti per festeggiare l’inizio di un nuovo percorso, l’inizio di una serie di concerti sempre più calorosi, l’inizio di un nuovo pensiero sulla musica che, credetemi, è la cosa più bella che possa esistere. © Cidim |