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1 - Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale? Ho approfittato del lockdown per dedicarmi allo studio molto approfondito e regolare che a causa di troppi impegni non avevo più potuto svolgere. Attualmente lavoro ad alcune trascrizioni per ampliare il repertorio del flauto soprattutto nell'ambito della musica del XIX secolo. 2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming? Ho partecipato ad eventi in streaming su invito degli Amici della Musica di Palermo e ai concerti della Covid Music Hall organizzata da un operatore musicale di Bruxelles. 3 – Terminata l’emergenza COVID - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato? Spero che passata l'emergenza Covid si torni al passato. L'opzione dello streaming al momento non mi sembra valida perché le connessioni sono fragili e di qualità non adeguata. 4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia? Se i giovani vorranno lavorare con la musica dovranno tirare fuori molta grinta e determinazione. Le occasioni ci sarebbero, ma spesso non vengono colte perché spesso i ragazzi hanno solo nel mirino le esecuzioni funamboliche di alcuni. La musica non è solo il virtuosismo e, invece, suonare Bach con buon gusto e personalità può portare più lontano. 5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti? Frequentare i concerti è importante. La musica vera è quella che si vive in una sala da concerto, riesce a darti maggiori emozioni rispetto a quella riprodotta da uno smartphone. © Cidim |