#tempocalmo: 5 domande a musicisti italiani in tempo di coronavirus: Mario Stefano Pietrodarchi
Mario Stefano Pietrodarchi , fisarmonica e bandoneon
1-Come passa il suo tempo e di cosa si sta occupando sul piano musicale?
Sto studiando tantissimo, molti compositori hanno scritto per me, e approfittando di questo momento di pausa forzata sto riscoprendo ciò che negli ultimi anni avevo un po’ tralasciato.
2 - Ha proposto sue esecuzioni in streaming?
Ho registrato qualche video ma non accetto che la tecnologia sostituisca tutto il bello che un Concerto dal vivo possa regalare a me esecutore e all’ascoltatore. Ho sempre sostenuto che un Concerto viene fatto da entrambe le parti, il Musicista deve fare la sua e per farlo deve godere di tutto il silenzio, l’attenzione, la dedizione e il calore che solo un pubblico sa donare. Quindi preferisco aspettare.
3 – Terminata l’emergenza Covid - 19 a suo avviso il modo di fruire la musica dal vivo sarà lo stesso o ripensato?
Mi auguro che trovino presto una soluzione per sconfiggere il virus, era tutto troppo bello prima che arrivasse. La mia speranza ma penso quella di tutti è di tornare a frequentare sale e teatri pieni. Nell'attesa e se tutto ciò non sarà possibile il primo imperativo è tutelare la salute umana.
4 - Quale futuro lavorativo si prospetta per il settore e soprattutto i giovani interpreti dopo la pandemia?
Mi auguro vivamente che i giovani possano avere delle grandi opportunità nell’immediato futuro, in questi momenti non bisogna perdere la calma, continuare a sognare e lavorare tanto.
5 – Vuole rivolgere un pensiero/appello al pubblico dei concerti?
Di non aver paura quando si tornerà alla normalità, tornare presto a nutrirsi di tutte le emozioni che solo un Concerto dal vivo può regalare!
www.mariostefanopietrodarchi.com