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La musica dei cattivi di Carlo Fiore ISBN 9788854532755 Collana: I Colibrì, Neri Pozza , Vicenza 2026 pp. 160, € 20,00 Shop Descrizione: Indagine sullo stereotipo che vede, al cinema e nelle serie tv, la musica classica come attributo del male, per uscirne vivi e amare la musica più di prima. Perché, al cinema e nelle serie tv, la musica classica accompagna così spesso i personaggi negativi, il male, l’ambiguità, la minaccia? Parte da questa domanda La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore, il nuovo libro di Carlo Fiore, in uscita per Neri Pozza il 10 aprile. Il volume affronta un luogo comune radicato nell’immaginario visivo occidentale: l’idea che la musica classica sia, per eccellenza, la musica dei cattivi. Assassini, terroristi, serial killer, scienziati pazzi, vampiri, mafiosi, megalomani: da sempre il cinema e la televisione associano a questi personaggi l’opera, la sinfonia e il concerto, gli strumenti iconici come pianoforte, violino e clavicembalo, o più semplicemente un brano “classico” in sottofondo. Fiore ricostruisce la storia di questo meccanismo narrativo e ne mostra la forza, la persistenza e gli effetti sul modo in cui il pubblico percepisce la musica colta. Il libro attraversa film e serie di epoche diverse, dagli albori del cinema fino agli anni Duemila, seguendo una costellazione di casi celebri e riconoscibili: da M di Fritz Lang alle Variazioni Goldberg, dai Carmina Burana alla Lucia di Lammermoor, tracciando la prima “storia della musica dei vampiri” e confluendo poi sulle eccezioni in cui la musica classica viene restituita ai “buoni”, come invito corale all’ascolto e alla rivalutazione. Docente al Conservatorio di Palermo, musicologo, critico e art director, Carlo Fiore coniuga in queste pagine ricerca storica, sociologia e semiotica con attenzione alle relazioni tra diversi media, in un saggio destinato a chi ama la musica, a chi guarda film e serie chiedendosi come nascano alcuni riflessi culturali quasi automatici, a chi soprattutto è scettico o ha ancora paura di Bach, Beethoven e compagnia bella. La musica dei cattivi si propone come una ricognizione critica su uno degli equivoci più persistenti della cultura contemporanea – il sospetto gettato sulla musica classica dalla sua lunga frequentazione con i personaggi dell’ombra – e come un invito ad ascoltarla di nuovo, fuori dal cliché. L’opera La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore Neri Pozza, Vicenza, 2026 pp. 160 (20 euro) Uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l’idea che la musica classica sia per eccellenza “la musica dei cattivi”. Non c’è film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all’opera, quando non suona in prima persona uno strumento. Di più: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignità. La trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico più assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest’arte. Come strumento di difesa e resistenza, Carlo Fiore passa in rassegna l’immaginario filmico occidentale: da M di Fritz Lang, in cui l’abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando Grieg, alle serie tv degli anni Duemila in cui dominano le Variazioni Goldberg e i Carmina Burana, passando per i vampiri – il Dracula di Béla Lugosi così come quelli “a puntate” che frequentano licei e università americane. Senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di Sherlock Holmes o il violoncello di Mercoledì Addams. Una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora. L’autore Carlo Fiore, musicologo e art director, insegna Storia della musica al Conservatorio di Palermo. Fra i suoi libri si segnalano: Preparare e scrivere la tesi in Musica (2000), Josquin desPrez (2003), Madonna (2003), Il libro di musica (2004), Bach Goldberg Beethoven Diabelli (2009), Gruppo di famiglia con Beethoven (2021). Studioso di musica antica, storia dell’interpretazione e sociologia, ha scritto anche saggi per l’Enciclopedia Treccani e programmi di sala per le maggiori istituzioni italiane. Membro dell’Associazione nazionale critici musicali, dal 1999 collabora col mensile Classic Voice. Ha firmato progetti grafici per il Teatro Massimo, l’Accademia di Santa Cecilia, i Pomeriggi Musicali di Milano, i festival di Macerata, Matera, Ravello e Urbino, l’Istituto Italiano di Cultura di New York. |