Ciascuno dei 24 Capricci di Paganini è una sfida per ogni violinista
e pochi osano affrontarli in un unico concerto mozzafiato.
Ora si cimenta nell’impresa Vincenzo Bolognese,
virtuoso del violino, famoso nel mondo proprio come interprete di Paganini
Niccolò Paganini con gli stupefacenti prodigi che compiva col suo violino entusiasmò i pubblici di tutta l’Europa (allora la musica “classica” non aveva ancora conquistato gli altri continenti) che non credevano alle proprie orecchie e ai propri occhi, vedendo le acrobazie compiute da Paganini con le dita e con l’archetto e udendo la musica che usciva dal suo violino Stradivari. Sembrava impossibile, tanto che si diffuse la leggenda che il violinista genovese avesse stretto un patto col diavolo: si era in piena epoca romantica, quando il fantastico, il misterioso, il tenebroso andavano di moda. I ventiquattro Capricci per violino solo costituiscono l’apice del “diabolico” virtuosismo di Paganini.
Le generazioni successive di violinisti hanno dimostrato che, se si era predisposti al violino e si studiava accanitamente, i Capricci potevano essere suonati senza far patti col diavolo. Ma restano accessibili a pochi grandi violinisti, che in genere ne suonano un piccolo gruppo alla volta, perché eseguirli in un unico concerto è un’impresa che pochi possono affrontare. Vincenzo Bolognese affronterà e supererà quest’impresa mercoledì 29 aprile alle 18.00 nell’ambito della stagione di concerti di Roma Sinfonietta, che si volge nell’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia in via Columbia 1).
Ascoltare in sala da concerto queste ventiquattro brevi composizioni (la durata media è di tre minuti) è un’esperienza particolare, perché oltre ad ascoltare le invenzioni musicali di Paganini, che propongono un mondo sonoro nuovo e originale, si possono vedere le acrobazie che le dita, le mani e anche le braccia del violinista devono fare per risolvere i problemi che Paganini pone all’interprete. Ma l’aspetto virtuosistico non deve far dimenticare il valore puramente musicale che rende gradevole l’ascolto di questi ventiquattro brani, che svariano dalla vivacità scatenata alla cupa drammaticità, dalla meditazione malinconica alla giocosità.
Vincenzo Bolognese, oltre ad essere un eccellente violinista è un esperto di Paganini noto in tutto il mondo e ha pubblicato le edizioni critiche di cinque dei suoi sei Concerti per violino e di vari altri pezzi di Paganini, che erano sconosciuti e sono stati da lui riscoperti. Oltre al ruolo di primo violino solista nelle orchestre dell’Accademia di Santa Cecilia prima e ora in quella dell’Opera di Roma, svolge un’intensa attività di solista. Ha inciso con la Camerata Strumentale di S. Cecilia un cofanetto di vari cd interamente dedicato a Paganini e inoltre tutte le musiche per violino solo di due grandi virtuosi dell’Ottocento e del Novecento, quali Eugène Ysaye e Jascha Heifetz. Si è esibito in prestigiose sale da concerto sia come solista sia con orchestre dirette da famosi direttori quali Lopez Cobos, Sinopoli e Temirkanov. È regolarmente invitato in Giappone dove ha sempre ottenuto un grande successo di pubblico e critica.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto di Rui Lopes Ferreira.
Biglietti € 12,00 intero
§ € 8,00 ridotto per personale universitario, over 65 e titolari CartaEffe Feltrinelli
· € 5,00 studenti
I biglietti si possono prenotare telefonicamente (06 3236104) e ritirare sul luogo del concerto oppure acquistare direttamente prima del concerto
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