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PADOVA. Omaggio del Circolo della Lirica di Padova al poeta Eugenio Montale, nel centotrentesimo anniversario della nascita (1896-2026), con un’indagine teatrale tra esordio e Nobel che racconta la storia di un poeta schivo e rivoluzionario come un giallo tra parole, suoni e archivi, domenica 8 febbraio 2026, ore 16.30 a Palazzo Zacco Armeni. «In fondo, diciamo tutta la coraggiosa verità: la letteratura è musica» afferma il poeta Eugenio Montale nel suo “Quaderno genovese”, scritto nel 1917. Questa frase, ripresa anche nel titolo dello spettacolo, ha ispirato la performance teatrale inserita nel cartellone della 43° Stagione Musicale del Circolo della Lirica di Padova e che andrà in scena domenica 8 febbraio 2026, ore 16.30 a Palazzo Zacco Armeni. Lo spettacolo vuole essere un’indagine teatrale tra esordio e Nobel: la storia di un poeta schivo e rivoluzionario, raccontata come un giallo tra parole, suoni e archivi. Con il passo del giallo e il ritmo dell’indagine radiofonica, tra momenti comici e improvvise ombre tragiche, l’attore Giovanni Succi e il pianista Andrea Manzoni ricostruiscono la travagliata nascita della raccolta Ossi di seppia. Quali influenze agirono sulla nascita di un libro che avrebbe separato il passato dal futuro della poesia italiana, rivoluzionandone il linguaggio? E come si colloca, in questo scenario, l’esordio di un giovane destinato al commercio, lo stesso che nel 1975 terrà il celebre discorso del Nobel sulla sopravvivenza della poesia contemporanea? Se di caso si può parlare, è davvero questo Lo strano caso Eugenio Montale che la voce di Giovanni Succi indaga, evoca e scava, guidando lo spettatore dentro le pieghe segrete della parola poetica. Il tono resta fedele ai testi e ai contesti, tagliente e ironico come Montale nelle sue interviste. È un’indagine teatrale sulla figura di un poeta schivo, complesso, istrionico, autore di una rivoluzione silenziosa nella lingua italiana. Il pianoforte di Andrea Manzoni non accompagna ma costruisce e modella ambienti sonori, crea tensioni emotive, diventa parte attiva della drammaturgia. Il progetto intreccia parole, musica e memoria: le poesie diventano partiture sonore, i silenzi si trasformano in battute musicali, le voci d’epoca riportano l’autore al centro della scena. Ne nasce un’esperienza immersiva che permette al pubblico di avvicinarsi a Montale da una prospettiva nuova, affiancando alla lettura dei versi il suo universo sonoro. Un racconto vivo, sostenuto da letture integrali dei componimenti più iconici della prima raccolta montaliana, accompagnate dalla musica e una narrazione in cui si inseriscono e si intrecciano stralci delle conversazioni private tratte dalle lettere dell’autore, impegnato in una disperata ricerca di un editore per il suo libro che venne pubblicato da Piero Gobetti, che morì a soli 25 anni, in circostanze ancora oggi avvolte nel mistero. Un omaggio alla figura di Eugenio Montale, poeta e premio Nobel per la letteratura, nel centotrentesimo anniversario della nascita (1896-2026), la cui opera “rappresenta un’enciclopedia al cui interno sono raccolte le esperienze poetico-musicali dall’impressionismo al simbolismo, dal melodramma alla musica atonale, quindi alla dodecafonia. Si tratta di suggestioni che influenzano non solo la riflessione teorica, ma la poesia”. Fra Montale e la musica esiste un antico e indivisibile legame che riaffiora in forme sempre differenti per tutta la sua vita. Questa grande passione, leitmotiv della sua esistenza spesso nota solo agli studiosi, sembrava, all’inizio, potesse divenire la sua professione. Lo spettacolo offre il ritratto pulsante di un’epoca, accompagnando il pubblico nel contesto storico e letterario italiano tra fine Ottocento e inizio Novecento, con un linguaggio diretto e accessibile. Sullo sfondo scorrono i grandi nomi della poesia tardo ottocentesca: Carducci, Pascoli e soprattutto il Vate, vera icona pop del suo tempo, insieme ai movimenti e alle voci che aprirono la modernità come il Futurismo, l’ironia già postmoderna di Guido Gozzano e la parola essenziale e ferita di Ungaretti. La stagione musicale 2025/2026 del Circolo della lirica di Padova è realizzata con la collaborazione della Fondazione Ferrari e Salimbeni di Venezia. La Stagione gode del prestigioso patrocinio della Regione del Veneto, del Comune di Padova e della Provincia di Padova, riconoscendo il Circolo della Lirica come un sicuro e autorevole riferimento nel panorama musicale. Si ricorda che la prenotazione per ogni appuntamento è obbligatoria per partecipare agli eventi (per prenotare: 349 802 6146 – 380 759 6925 - 335 630 3408, e-mail: ufficiostampa@circolodellalirica.it). La sede spettacoli è Palazzo Zacco Armeni (Prato della Valle 82, Padova). Accesso con abbigliamento formale e un contributo responsabile. (chiusura accesso ore16.15) Dettagli sulle modalità di accesso, riferimenti ufficiali aggiornamenti sono disponibili sul sito www.circolodellalirica.it , Padovacultura e nelle pagine social Facebook (facebook.com/circolodellalirica – facebook.com/accademialirica).
Domenica 08 febbraio 2026, ore 16.30
Palazzo Zacco Armeni, Prato della Valle, Padova |