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Grigory Sokolov, l’assoluto dal vivo
Un grande amico della GOG da oltre due decenni. La Stagione concertistica della GOG – Giovine Orchestra Genovese prosegue con il diciassettesimo appuntamento, in programma lunedì 16 marzo alle ore 20:30 al Teatro Carlo Felice, con il ritorno di Grigory Sokolov, artista profondamente legato alla storia recente dell’Associazione.
Sokolov è, a pieno titolo, un grande amico della GOG. Da oltre due decenni riserva ogni stagione un concerto al pubblico genovese, in un rapporto di stima e fiducia reciproca che si è consolidato nel tempo. La Giovine Orchestra Genovese è stata tra le prime istituzioni in Italia a riconoscere e sostenere con convinzione la statura artistica del pianista, avviando un dialogo che oggi rappresenta una delle collaborazioni più significative e continuative della stagione.
Ogni suo ritorno non è soltanto un appuntamento atteso, ma il rinnovarsi di un legame costruito negli anni attorno a un’idea condivisa di musica: rigorosa, autentica, interamente votata all’esperienza irripetibile del concerto dal vivo.
L’artista
L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per comprendere la bellezza espressiva e l’onestà artistica di Sokolov. Nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo), ha iniziato gli studi a cinque anni e ha tenuto il primo recital pubblico a dodici. Il riconoscimento internazionale arriva nel 1966, quando, a soli sedici anni, diventa il più giovane vincitore del Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca.
Dopo importanti tournée negli anni Settanta, la sua carriera si è sviluppata con crescente autonomia dai riflettori mediatici. In seguito, ha scelto di dedicarsi quasi esclusivamente al recital pianistico, forma in cui la sua poetica trova compimento: circa settanta concerti a stagione, con una dedizione totale a un unico programma, presentato nelle principali sale europee.
A questa visione si unisce una rara attenzione allo strumento: prima di ogni esibizione Sokolov dedica molte ore alla prova sul palcoscenico, per conoscere la “personalità” del pianoforte e calibrarne con precisione risposta, dinamiche e timbro. Dopo quasi vent’anni di silenzio discografico, ha avviato una collaborazione con Deutsche Grammophon, pubblicando registrazioni esclusivamente dal vivo, coerenti con la sua idea di musica come esperienza presente e non replicabile.
Il programma
Il recital del 16 marzo mette in dialogo due vertici della forma-sonata e due modi di intendere il tempo musicale. La prima parte è dedicata a Ludwig van Beethoven, con la Sonata in mi bemolle maggiore op. 7, pagina ampia e luminosa, in cui l’energia costruttiva e la cantabilità si intrecciano in un equilibrio di grande respiro. Seguono le Sei Bagatelle op. 126, ultimo ciclo beethoveniano per pianoforte: miniature in apparenza, ma in realtà un concentrato di invenzione, libertà e profondità, dove ogni gesto è essenziale e ogni dettaglio è forma.
Nella seconda parte, Sokolov affronta uno dei capolavori assoluti del repertorio: la Sonata in si bemolle maggiore D 960 di Franz Schubert, summa estrema della scrittura schubertiana, in cui il tempo si dilata, la memoria si fa struttura e la semplicità apparente diventa vertigine. Un percorso che rispecchia perfettamente l’arte di Sokolov: introspezione, architettura, suono come pensiero.
La GOG ringrazia AMICO & CO per il sostegno
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